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Web design e sviluppo

Google ora permette di escludere il sito dalle risposte AI: conviene farlo?

Un'impostazione di Search Console toglie il sito da AI Overviews e AI Mode. Ecco cosa cambia e perché, per una piccola attività, quasi sempre conviene restare dentro.

Il 21 ottobre Google ha aggiornato la guida in cui elenca i modi per decidere cosa di un sito finisce nella Ricerca. Tra le voci nuove c'è il controllo per l'AI generativa: un'impostazione di Search Console che permette di escludere il proprio sito dalle risposte scritte dall'intelligenza artificiale, cioè AI Overviews e AI Mode.

Si trova nelle impostazioni della proprietà in Search Console e vale per tutto il sito, non per singole pagine. Le scelte sono due: includere, che è l'impostazione predefinita, oppure escludere. Secondo PPC Land, che ha analizzato l'aggiornamento, l'esclusione diventa effettiva in uno o due giorni, e il controllo è disponibile per tutti i siti dalla fine di agosto.

Google precisa anche cosa non cambia: la scelta non influisce sul posizionamento nei risultati classici e non riguarda l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, che si gestisce con un'impostazione separata. Inoltre vale solo per Google, non per gli altri motori di ricerca o assistenti AI.

Cosa cambia per chi ha un sito

Per la maggior parte delle piccole attività escludersi non conviene. Quando qualcuno chiede a Google un buon fisioterapista in zona o un ristorante per una cena di lavoro, la risposta AI cita le fonti con un link: esserci è visibilità gratuita, e togliersi significa lasciare quello spazio ai concorrenti.

Il discorso è diverso per chi vive di contenuti, come testate, blog di ricette o siti di guide, dove la risposta dell'AI può sostituire la visita. Anche in quel caso conviene decidere guardando i dati: Search Console ha un rapporto dedicato all'AI generativa con le impressioni, anche se per ora non mostra i clic.

Il consiglio pratico è lasciare l'impostazione su includere e lavorare perché il sito sia una buona fonte da citare: informazioni chiare e aggiornate, pagine veloci, dati strutturati e domande frequenti con risposte dirette. Sono le stesse cose che aiutano anche nella ricerca classica.

Fonti

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